La piralide del bosso (Cydalima perspectalis) in Friuli Venezia Giulia

thCAJFGE04Nel luglio 2012 sono state rilevate in Friuli Venezia Giulia le prime infestazioni causate dall’insetto di origine asiatica noto con il nome di piralide del bosso, Cydalima perspectalis (Walker, 1859) (Lepidoptera: Crambidae).
Le infestazioni delle sue larve possono provocare pesanti defogliazioni a carico delle diverse specie di bosso, che sono molto diffuse nelle siepi ornamentali dei viali e dei parchi urbani, oltre che degli storici giardini all’italiana.

C. perspectalis è un lepidottero diffuso in regioni della Cina, del Giappone e della Corea, ma risulta essere presente anche in aree della Russia asiatica.
In Europa l’insetto è noto dal 2007, quando è stato segnalato per la prima volta nel Baden-Württemberg, in Germania e vicino a Basel, in Svizzera. La sua espansione nel continente ha poi progressivamente interessato la Francia, i Paesi Bassi e il Regno Unito (nel 2008), l’Austria (nel 2009), il Belgio (nel 2010) e l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Slovenia e la Turchia (nel 2011) (EPPO, 2012a).
In Italia la specie è stata segnalata a Vicenza (Veneto) nel 2010 (FEI, 2012) e, in seguito, anche in provincia di Como (Lombardia) (Tantardini, Cavagna & Maspero, 2012), in Toscana (CESPEVI, 2012) e in Emilia-Romagna (FEI, 2012).
Il primo caso accertato in Friuli Venezia Giulia si riferisce a un’infestazione di piante di bosso, di oltre 100 anni di età, rilevata il 9 luglio 2012 in un giardino privato del centro di Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone. Sempre nel Pordenonese, infestazioni piuttosto importanti sono state in seguito riscontrate, tra luglio e settembre, nei comuni di Brugnera, Pasiano di Pordenone e San Vito al Tagliamento. Focolai di infestazione di modesta entità sono stati registrati anche nei comuni di Azzano Decimo, Pravisdomini, San Martino al Tagliamento, Sesto al Reghena e Zoppola. Sulla base delle informazioni raccolte dai conduttori delle siepi attaccate e vista l’entità delle infestazioni in alcune aree colpite si può presumere che la specie sia presente nel Pordenonese da almeno un paio di anni.
A tutt’oggi, non vi è invece alcuna segnalazione riguardante le province di Gorizia, Udine e Trieste.

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