La Piralide che divora le siepi….

Articolo tratto da “infoinsubria.com” del 18/09/12

I giardini di Varese, la Città Giardino per eccellenza, sono stati presi di mira dalla piralide del bosso, una larva di farfalla che divora le siepi. L’insetto ha una voracità tremenda, tanto che in poche ore, può far sparire decine di metri di cespugli. Come sta accadendo agli arabeschi di Villa Toeplitz, a Villa Ponti e a Villa Cicogna (Bisuschio).

 Tre mesi fa, dal Canton Ticino, era pervenuto un messaggio avvisaglia: “Attenzione, qui ce l’abbiamo”. A settembre l’insetto ha varcato il confine. Si tratta di un parassita che l’organismo internazionale di protezione delle piante (Eppo, European and Mediterranean plant protection organization) ha inserito nella cosiddetta lista di allerta. Sono le larve, che raggiungono i quattro centimetri, a nutrirsi del fogliame, rendendo così scheletriche le piante e le siepi di bosso.

 A Varese, sono almeno una settantina, tra parchi pubblici e privati, i giardini che hanno essenze di questo tipo. E qualche centinaio di metri di siepe è già stato divorato. Per evitare ulteriori danni sono partite le contromisure: sia per guarire le piante infestate, sia proteggere quelle che sono a rischio. Il trattamento larvicida vede protagonista il batterio bacillus thuringensis, ribattezzato “kurstaki”, che si è dimostrato molto efficace a Villa Ponti dove l’impresa di manutenzione del verde lo ha utilizzato con urgenza. A Villa Cicogna, invece, si è arrivati già al quarto ciclo di insetticida, con discreti risultati.

“Se vengono trattate per tempo – spiega Pier Eugenio Marchesini, amministratore della dimora cinquecentesca – le siepi non sono compromesse. Bisogna soltanto avere un po’ di pazienza e poi, col giusto trattamento, tornano a buttare le foglie verdi”. Sempre che sopra non ci torni a banchettare la piralide del bosso. “Da queste parti – concludono da Villa Cicogna – certi fenomeni non si erano mai visti. Si tratta di una sorta di tropicalizzazione delle Prealpi a cui dovremo abituarci. Arriveranno altri insetti, anche peggiori. Queste bestiacce poi hanno uno stomaco veramente di ferro perché il bosso è una foglia dura: solo loro riescono a mangiarlo in quantità così enormi”. Una mano per arginare l’avanzata del parassita potrebbe arrivare da fringuelli e cince, uccelli ghiotti di queste larve. E sempre dal cielo potrebbe arrivare l’aiuto migliore: freddo e pioggia riescono ad sterminare le piralidi meglio di qualsiasi insetticida.

Nicola Antonello